Riduzione del carico fiscale sul lavoro dipendente: l’aliquota del secondo scaglione (per i redditi annui compresi tra € 28.000 e € 50.000) scende dal 35% al 33%. Per conseguenza avviene un aumento del netto in busta paga (massimo annuo 440 euro).
Buoni pasto elettronici: è elevata da € 8 ad € 10 la soglia giornaliera esentasse dei buoni pasto corrisposti ai dipendenti, aumentando così il valore netto di questo fringe benefit.
TFR Previdenza Complementare: dal 1° luglio 2026, per i lavoratori nuovi assunti, è previsto che il TFR venga automaticamente accantonato al Fondo Pensione designato dal Contratto Collettivo Nazionale applicato dalla parte Datoriale, salva diversa decisione del Lavoratore, manifestata entro 60 giorni dall’assunzione, di mantenere il TFR presso il Datore di Lavoro o di indicare un altro fondo pensione esterno. É indispensabile, quindi, dare esauriente informativa al lavoratore, già al momento della firma del contratto di lavoro.
La deducibilità fiscale dei contributi versati dal Lavoratore e dal Datore di Lavoro alle forme pensionistiche complementari (fondi pensione esterni) sale da € 5.164,57 ad € 5.300,00 nel periodo di imposta 2026 (una mancia).
Sostegni alle lavoratrici madri dipendenti: il bonus mamme aumenta da 40 € a 60 € al mese, per le Lavoratrici madri dipendenti con 2 figli (fino ai 10 anni del secondo) o più di 2 figli (fino ai 18 anni del minore e con contratto non a tempo indeterminato della Lavoratrice madre richiedente) con reddito non superiore ad € 40.000. Il beneficio continua ad essere riconosciuto direttamente dall’Inps.
Incentivi alle assunzioni stabili: proroga degli incentivi ad assumere lavoratori a tempo indeterminato, e precisamente giovani, donne in condizioni di svantaggio e per soggetti in aree con alta disoccupazione (servono decreti attuativi).
Per le annualità 2026 e 2027 resta confermata la maxi deduzione fiscale, con la possibilità per i Datori di Lavoro di dedurre dal reddito imponibile il 120% dei costi sostenuti per nuove assunzioni a tempo indeterminato (fino al 130% per categorie protette), se si verifica un incremento occupazionale netto rispetto all’anno precedente.
Tassazione agevolata degli incrementi retributivi da contrattazione collettiva: gli aumenti salariali derivanti dai rinnovi contrattuali collettivi sottoscritti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026 e corrisposti nel 2026, sono assoggettati a imposta sostitutiva del 5% anziché alle ordinarie aliquote IRPEF, per i lavoratori dipendenti del settore privato con reddito 2025 non superiore ad € 33.000.
Imposta sostitutiva su maggiorazioni e indennità: per il periodo d’imposta 2026 le maggiorazioni per il lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e le indennità di turno sono tassate con imposta sostitutiva del 15%, entro il limite annuo di € 1.500,00, per i dipendenti privati con reddito 2025 fino a 40.000,00 €, salvo rinuncia espressa del lavoratore.
